LE CANZONI DELLA VITA – Episodio 10 (menzioni d’onore): Uriah Heep, Def Leppard, WASP
Dopo aver concluso la serie delle “canzoni della vita”, cioè quei brani che mi avevano aperto le porte verso mondi inesplorati, mi sono reso conto che mancava qualcosa: sentivo di dover dare il giusto credito ad almeno altre tre canzoni che hanno avuto un ruolo nella mia formazione musicale.
Tuttavia, poiché in nessun caso si trattava di nuove scoperte, visto che conoscevo già non solo gli artisti, ma i brani stessi, ho deciso di raccoglierli in questo episodio come menzioni onorevoli.
Chi legge potrebbe pensare “ma se le conoscevi già, che senso ha citarle qui?” e non avrebbe nemmeno tutti i torti. Il fatto è che queste tre canzoni hanno avuto un impatto notevole quando le ho (ri)ascoltate in un momento particolare (più o meno fra il 2000 e il 2001), al punto da assumere un’importanza che prima non gli avrei dato.
URIAH HEEP “Sunrise”

Quella che probabilmente è diventata “LA” mia canzone della vita,
Ho parlato spesso del mio periodo nero intorno al 2001 e di come la musica sia stata la mia vera ancora di salvezza. “Sunrise” mi è piombata addosso assolutamente per caso, ma ne subisco ancora oggi il devastante impatto emotivo.
Una sera, mentre ero di pessimo umore a causa di tutto lo stress e le preoccupazioni (alcune molto serie), avevo messo nel lettore un CD a caso degli Uriah Heep, “The Magician’s Birthday” (1972), che si apre proprio con “Sunrise”: non sono mai riuscito a spiegarmi la mia reazione istintiva, ma ascoltandola ho pianto come una fontana, come non facevo da (troppo) tempo. Era come se il testo e la musica stessero parlando direttamente a ME, toccando corde che non sapevo nemmeno di avere e descrivendo il mio stato d’animo con inquietante precisione.
Da quel giorno, gli Uriah Heep sono passati da “band che mi piaceva molto” a “idoli assoluti che nessuno mi deve toccare”.
Tuttora non riesco ad ascoltare “Sunrise” senza avere il magone. Se non è una “canzone della vita” questa…!
DEF LEPPARD “Let It Go” e W.A.S.P. “I Wanna Be Somebody”

Queste le metto insieme, perché hanno avuto lo stesso ruolo, nello stesso momento.
Ai tempi, frequentavo il noto Midnight Pub, punto di riferimento indiscusso per i metallari milanesi. Chi ci ha passato tante serate come me, si ricorderà che, nello stesso isolato, c’erano altri due locali (poco più che dei bar), dotati però di una cosa che al Midnight mancava: una tv con lettore video, su cui venivano riprodotte a rotazione alcune videocassette con concerti e videoclip dei nostri gruppi preferiti.
Il mio percorso musicale, fino a quel momento, era stato hard rock prima, heavy metal poi. Solo che, dopo anni di recensioni, interviste e live report, evidentemente non mi ero reso conto di essere un po’ saturo del “metallo duro&puro”.
Una sera, in uno di questi locali mi passarono davanti i video di “Let It Go” dei Def Leppard e “I Wanna Be Somebody” degli W.A.S.P. e qualcosa mi scattò dentro: era quella la MIA musica. Diretta, potente, senza fronzoli, aggressiva ma melodica, con ritornelli che ti si piantano in testa e che puoi urlare ai concerti. Avevo perfino coniato la definizione di “4/4 assassini” e col senno di poi, non è un caso che gli AC/DC siano da decenni una delle mie band preferite in assoluto.
Non avrei certo ripudiato il metal, nemmeno quello più estremo, ma quelle due canzoni mi fecero capire che per stare bene avrei avuto bisogno di QUEL genere, prima che degli altri.
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