MUSICA IN QUARANTENA
Musica in quarantena
Marzo – aprile 2020: il mondo intero chiude.
Quasi senza rendercene conto ci siamo ritrovati rinchiusi nelle nostre case, in balìa di un virus arrivato da lontano e di leggi improvvise che ci hanno privato di una buona fetta delle nostre libertà.
Chi più, chi meno, abbiamo dovuto imparare a vivere e lavorare in casa, magari stando in cinque in appartamenti di pochi metri quadri, sapendo che qualunque possibilità di svago fuori dalle nostre mura domestiche era stata azzerata a tempo indefinito.
Sono stati e sono tuttora mesi difficili, fra la giustificata paura di una pandemia che mieteva centinaia di vittime al giorno e l’altrettanta giustificata voglia di riprendere la nostra vita di tutti i giorni.
Molti settori economici, soprattutto in ambito ricreativo, sono stati messi letteralmente in ginocchio da chiusure totali e prolungate mentre altri, come i servizi di streaming video e i negozi on line, hanno invece avuto un boom tanto prevedibile quanto notevole.
Un discorso a parte lo merita il mondo della musica: se da un lato è stato uno dei settori che hanno sofferto maggiormente le restrizioni, dall’altro ha saputo in qualche modo reinventarsi, avere un’impennata d’orgoglio e regalarci alcuni momenti memorabili, che probabilmente non sarebbero mai esistiti senza un’emergenza sanitaria mondiale.
Anche solo per guardare le cose dal lato positivo, per una volta, vorremmo qui ricordare alcuni dei momenti musicali migliori degli ultimi 18 mesi.
1 – I NUOVI ALBUM DEGLI ARTISTI STORICI
Non c’è alcun dubbio che alcune delle cose migliori e più gradite di questo nefasto biennio siano arrivate da gruppi e solisti di enorme esperienza e di fama mondiale. Che si trattasse dischi già registrati e ritardati a causa dell’emergenza, oppure composti e realizzati approfittando dei vari lockdown, sono usciti album molto importanti e significativi fra il 2020 e il 2021.
Gli AC/DC, Bruce Springsteen, gli Helloween, Paul McCartney, i Deep Purple, Bob Dylan, gli Iron Maiden, John Fogerty, gli Styx, Alice Cooper e Billy Gibbons sono solo alcuni dei grandissimi nomi che hanno pubblicato un nuovo album in questo periodo. L’aspetto più positivo è che si tratta in gran parte di dischi di inediti (eccetto quello di Fogerty), tutti ottimi e per alcuni addirittura dei migliori da decenni.
Aggiungiamoci anche un nuovo singolo dei Rolling Stones (“Ghost Town”) e il quadro diventa ancora più roseo.
Diciamo la verità, per molti di noi la musica ha sempre avuto un ruolo terapeutico, in particolare quella dei nostri artisti preferiti e vederli rialzare la testa in maniera tanto convinta è stata una delle poche cose belle uscite da questi mesi maledetti.
Avevamo bisogno di una scossa e di qualche momento spensierato: i musicisti succitati, che troppo in fretta avevamo magari etichettato come “dinosauri”, sono stati capaci di darci esattamente questo.
Per esempio, per il sottoscritto poter ascoltare 12 nuove canzoni degli AC/DC nel 2020 e altrettante dei riuniti Helloween nel 2021 è stato emozionante, due boccate d’aria assolutamente necessarie e arrivate nei momenti giusti.
E non finisce qui, visto che nei prossimi mesi sono previsti nuovi album da parte di “gentaglia” come i Jethro Tull, Santana, i Carcass, i Doobie Brothers e altri ancora.
2 – IL ROCK E IL METAL IN CIMA ALLE CLASSIFICHE
Da quanto tempo non si vedevano gli artisti rock e metal dividersi i primi posti delle classifiche con quelli delle nuove tendenze giovanili? Eppure, è bastato che gli AC/DC pubblicassero su YouTube l’anteprima del loro nuovo singolo e di colpo sono tornati ad essere un nome sulla bocca di tutti (o quasi).
Quando il loro “Power Up” è uscito nel novembre del 2020, è entrato dritto al primo posto della classifica ufficiale italiana! Stessa sorte toccata 10 mesi dopo dagli Iron Maiden col nuovissimo “Senjutsu”.
Certo, stiamo parlando di due delle band più famose del pianeta ma non posso nascondere l’enorme soddisfazione nel vedere quei nomi al numero 1 del nostro paese, notoriamente refrattario a certe sonorità.
Forse ancora più stupefacente è stato l’album della reunion degli Helloween, “Helloween” appunto, che ad un giorno dalla sua uscita ufficiale si era piazzato al 12° posto della classifica generale di Amazon Italia e sottolineo “generale”! Lo stesso giorno non si poteva non notare anche “Aggression Continuum” dei Fear Factory, di poco sotto agli Helloween nella stessa classifica generale.
Cosa starebbe a significare tutto questo? Mi piace pensare che nonostante gli anni e i decenni passino inesorabili, la gente sappia ancora riconoscere la musica “vera”, quella fatta alla vecchia maniera con quattro / cinque strumenti, tanto sudore e tanta passione.
Sia chiaro, con questo non voglio certo screditare altri generi tanto in voga oggi fra i giovani, in fondo i gusti sono gusti e se un artista, che so, trap, ha un successo enorme gliene va dato merito.
Rimango però convinto che ci sia sempre una bella differenza fra comporre, suonare e cantare un tipo di musica che richiede anni di studio e di pratica, rispetto a far fare tutto ad un computer e infarcire la voce di filtri e autotune.
Ecco perché salutiamo con assoluto favore il ritorno in grande stile di alcuni fra i nomi più illustri della storia del rock e del metal, perché rappresentano un punto di riferimento e la speranza che la nostra musica preferita sia ancora ben lungi dall’essere irrilevante.
3 – LE ECCELLENTI COLLABORAZIONI A DISTANZA
L’effetto dei lockdown sui musicisti non ha tardato a farsi sentire per tutti.
C’è stato chi ne ha approfittato per mettere insieme un pugno di nuove canzoni, composte e registrate a tempo di record e chi invece ha dato sfogo alla propria creatività in un altro modo: chiamando a raccolta colleghi e amici e realizzando cover o nuove versioni “live at home” dei loro brani.
Il risultato è spesso stato uno spettacolo puro: oltre ai gruppi che hanno rivisitato i propri successi suonando ognuno da casa propria (penso ad esempio agli Spin Doctors, agli Europe, agli Obituary, ai Sepultura e a Biff Byford dei Saxon insieme al figlio) ci sono stati musicisti di generi diversi che hanno prestato il proprio talento alle canzoni più disparate, creando qualcosa di unico e forse irripetibile.
Uno dei video più belli è stato prodotto dagli Slaves On Dope, una cover di “We Care A Lot” dei Faith No More suonata insieme a Bill Kelliher dei Mastodon, Frank Bello degli Anthrax, Ray Luzier dei Korn, Ivan Doroschuk dei Men Without Hats, Dennis Lyxén dei Refused, Walter Schreifels dei Quicksand, Kevin Sharp dei Brutal Truth, Darryl McDaniels dei RUN DMC, Esoteric degli Czarface, Richard Patrick dei Filter e Raine Maida degli Our Lady Peace… e come se non bastasse, col cameo di Bill Gould degli stessi Faith No More nel finale!
Da segnalare anche i vari video della serie “Slay At Home” del canale Metal Injection, con diverse performance di musicisti metal in combinazioni anche molto interessanti (per esempio, la cover di “The Pick Axe Murder” dei Cannibal Corpse ad opera di membri di Megadeth, Suicidal Tendencies, Gwar e The Black Dahlia Murder).
La parte del leone l’ha comunque fatta una persona in particolare: il batterista degli Anthrax, Charlie Benante. Durante il 2020 è riuscito a mettere insieme una moltitudine di artisti per suonare le cose più disparate, dalle cover di S.O.D., Kiss e Iron Maiden a quelle di Billie Ellish, Massive Attack e U2, da quelle di Rush e UK a delle vere e proprie improvvisazioni. Il tutto reso disponibile sul suo canale YouTube, dove ha raccolto reazioni entusiastiche e una valanga di like.
Alcuni dei nomi più celebri che hanno collaborato includono Alex Skolnick, Jordan Rudess, Corey Glover, Mike Patton, di nuovo Darryl “DMC” McDaniels, Ra Diaz, William Duvall e tanti altri.
Uno dei momenti migliori è stata l’improvvisazione “CB’s RUNDMC Jam” fatta insieme a DMC, Rob Caggiano e Ra Diaz, in cui i quattro si sono divertiti a mischiare rap, metal e funk in maniera fantastica. Non solo: vedere due italoamericani, un cileno e un afroamericano suonare insieme e combinare generi così diversi, ha rappresentato uno dei migliori manifesti contro il razzismo che possano esistere. Altro che buttare giù statue per la strada!
[Nota: Charlie alla fine ha pubblicato una raccolta degli audio delle sue migliori jam, intitolata “Silver Linings”, che non mancheremo di recensire!]
In conclusione, il biennio 2020-2021 è stato e continua ad essere un periodo davvero buio e difficile ma ciò nonostante, qualcosa di buono è riuscito ad emergere.
Se non altro, si tratta dell’ennesima dimostrazione di come l’arte sia in grado di abbattere le barriere (letteralmente, nel caso delle jam a distanza!) e portare gioia e sollievo in giro per il mondo.
Ci lamentiamo spesso della presenza un po’ troppo invadente dalla tecnologia nelle nostre vite ma almeno in questo caso, la tecnologia moderna ha permesso di realizzare cose inimmaginabili solo pochi anni fa.
Può essere un riferimento, una base da cui ripartire, un buon auspicio? Chi lo sa! Intanto godiamoci questa largamente inaspettata invasione di buona musica!
