LE CANZONI DELLA VITA – Episodio 1: “Rock The Night” (Europe)
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Tutto è iniziato da qui.
Dal basso dei miei 9 e qualcosa anni di età, sapevo da un pezzo che la musica mi piaceva un bel po’. Il pop degli anni ’80 era tanta roba, mica come la fuffa che gira al giorno d’oggi! Michael Jackson e Madonna, in particolare, erano dei fighi stratosferici e delle vere star, dotate di vero talento. A quei tempi mi piacevano molto ma non so, era come se mancasse un qualcosa in più per farmi scattare quella molla… Una chitarra elettrica, per esempio.
Ed ecco che un giorno comparvero gli Europe, cinque capelloni svedesi a monopolizzare tv, radio e juke box. Il loro brano iconico era ovviamente “The Final Countdown” (che già mi aveva preso molto bene) ma fu un altro singolo a colpire nel segno.
Otto note, una in fila all’altra, semplicissime ma incisivissime: il riff iniziale di “Rock The Night”.
Questa fu la canzone che fece dire ad un meno che decenne: “mi piacciono gli Europe perché usano molto la chitarra distorta” – giuro, l’ho detto davvero, non è uno scherzo!
E non di sola chitarra viveva “Rock The Night”, c’era quel ritornello che ti si stampava in testa e faceva cantare cose tipo “UO NA! UOTTANA!” a dei bambini delle elementari che non avevano idea di cosa fosse l’inglese!
Per quanto mi riguarda, “Rock The Night” è stato il cancello di ingresso verso un territorio inesplorato, oltre che il primo singolo rock che ho voluto a tutti i costi.
Non sarei mai più stato lo stesso.
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