CHI SIAMO

Chi siamo

…o meglio, chi sono: il mio nome è Michele (ma tutti ormai mi chiamano Mike), sono nato nel 1976 e sono semplicemente un amante della musica, che ama anche scrivere.

La musica mi ha sempre accompagnato, fin da bambino. Uno dei miei passatempi preferiti era “rubare” i dischi dei miei genitori e passare i pomeriggi ad ascoltarli su un vecchio giradischi a valigetta.
Per non parlare dei programmi musicali in TV: Popcorn, Discoring, Deejay Television, il Festivalbar… Non me ne perdevo uno. Ogni volta che ottenevo un disco o una cassetta nuovi, ero felice come una pasqua: non c’era niente che mi piacesse più di scoprire nuovi artisti e nuove canzoni.

Parallelamente e forse paradossalmente, non essendo mai stato un gran lettore, avevo anche scoperto che mi piaceva scrivere: alle elementari, mi ero messo in testa di creare dei racconti, che avevo avuto anche il coraggio di far leggere alla maestra. Erano di una banalità a dir poco sconcertante, ma ehi, almeno ci avevo provato!
Avendo sempre amato la fantascienza, quando scoprii Isaac Asimov ne divorai tutti i romanzi che mi capitarono a tiro.
I miei racconti divennero allora una specie di “saga fantascientifica” (!) che tentava maldestramente di mischiare Star Wars, Star Trek e le atmosfere dei libri di Asimov. Arrivai a scriverne una dozzina di episodi, che conservo ancora e di cui, per quanto siano imbarazzanti, sono sempre stato fiero!

Finché, un bel giorno, scoprii il rock e poi il metal. Nell’estate del 1990, un mio amico mi prestò una rivista, Metal Shock, con in copertina Bruce Dickinson.
Bingo.
Eccola, la mia strada: non lo scrittore di fantascienza, ma il giornalista metal!

Iniziai a scrivere, più per me stesso che per altro, diverse recensioni dei dischi in uscita, ispirandomi soprattutto allo stile di Paolo Maiorino, Beppe Riva e Gianni Della Cioppa, all’epoca “penne” di Metal Shock. Così facendo, mi intrufolai nella redazione del giornalino del liceo, che divenne quindi la prima “testata” a pubblicare qualcosa di mio.
Nel frattempo, mandavo ogni tanto lettere alle redazioni della stessa Metal Shock e di Flash, l’altra rivista del settore che seguivo assiduamente.

Tanto tuonò, che alla fine piovve: intorno al 1996, ricevetti una proposta di collaborazione da parte del compianto Klaus Byron, responsabile di Flash. Ovviamente non me lo feci ripetere! Il mio esordio ufficiale sulla carta stampata avvenne in aprile 1996, sul numero 87 di Flash, con un’intervista ai Terrorvision.

Per vari motivi, il rapporto con Flash non durò molto a lungo e già alla fine dell’anno, mi ero candidato a scrivere per quella che era sempre stata la mia rivista di riferimento e che stava cercando nuovi collaboratori. Con mia grande gioia, il caporedattore Cristiano Borchi mi contattò subito ed entrai orgogliosamente a far parte di Metal Shock, restandoci fino al “ribaltone” del 2001.

Per quattro anni, ho vissuto il sogno che avevo avuto fin da quell’estate del ’90: ho vissuto il metal dall’interno, avendo la possibilità di intervistare molti dei miei artisti preferiti, assistere a decine di concerti ogni anno e recensire pile di dischi nuovi. Niente soldi, ma tantissimo entusiasmo, non un lavoro (non lo è mai stato) ma vera passione.

Dopo il 2001 e una breve parentesi con Rock Hard, ho proseguito scrivendo per la sua controparte web, Metal.it (anche noto come EUTK.net per qualche anno) fino più o meno al 2010.
A quel punto, ho dovuto fare i conti con la realtà dei fatti, ovvero la mancanza di tempo e la costante diminuzione dei “benefit”: le interviste si facevano sempre meno di persona e sempre più via mail; i CD, una volta veri, erano ormai diventati mp3 da scaricare a scadenza; gli accrediti per i concerti, infine, erano sempre più rari.
Insomma, mi toccò ammettere di non avere più molti stimoli per continuare un’attività sempre bellissima, ma comunque impegnativa e totalmente gratuita.


Perché un blog?

Ho scritto “professionalmente” per circa 14 anni, per poi stare fermo per un’altra decina.
Nel 2019, in maniera del tutto inaspettata, ho ricevuto una graditissima richiesta di collaborazione da parte di un sito molto interessante, Sdangher, che mi ha permesso di ricominciare a parlare di musica.

È stato come tornare in sella a una bicicletta dopo tanti anni, lo stimolo a scrivere è tornato immediatamente e mi ha dato il pretesto per riprendere l’idea, già avuta in precedenza, di aprire un blog tutto mio.

Decidere di avere un mio spazio personale non vuole certamente essere un dispetto alle testate che mi hanno ospitato (e continuano a farlo) ma è un modo per poter parlare di qualunque cosa mi passi per la mente, senza limiti o scadenze di alcun tipo.
Se un giorno voglio parlare della mia metal band preferita e il giorno dopo, ripescare un vecchio disco di synth pop anni ’80, posso farlo. Se in un mese pubblico dieci post e poi non pubblico niente per dieci mesi, non mi faccio problemi.

Blog Of Thunder non ha alcuna pretesa, se non quella di dare sfogo agli argomenti (per il 99 % musicali) che ogni tanto mi frullano in testa. Se poi qualcuno li legge e magari li apprezza pure, non posso che esserne immensamente felice!


Perché “Blog Of Thunder”?

Dovendo scegliere un nome, volevo trovarne uno che mi rispecchiasse, ma che desse anche un’idea del contenuto del blog.

La mia canzone preferita di tutti i tempi è “Thunderstruck” degli AC/DC.
Tuoni e fulmini sono immagini (e suoni!) adattissimi ad essere associati al rock e al metal.
Una celebre canzone dei Kiss si intitola “God Of Thunder”.

Metti tutto insieme e ottieni… “Blog Of Thunder”! 😀


Dove leggermi altrove (se vi va)

Oltre a Blog Of Thunder, potete trovare i miei contenuti anche su:

– Sdangher.com: “Blog di metal, cultura e tanto rumore”, dove pubblico articoli e retrospettive (come Michele Marando).

– Metal.it: dove ho scritto stabilmente dal 2022 al 2010 (come Michele “Freeagle” Marando).



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